Creare energia pulita con i mulini ad acqua
I modelli presentati nel video sono una riproduzione abbastanza fedele di macchinari in uso negli anni 40-60, mossi unicamente dall’energia dell’acqua. Piccole realtà artigiane (mulini a pietra, segherie, officine), per lo più a carattere familiare, erano sorte laddove, grazie al dislivello del terreno e alla presenza di un torrente o di un rio, era possibile sfruttare il “salto d’acqua”. Il video è stato realizzato da un utente che si descrive e ci spiega i motivi della realizzazione nella seguente email che ci è giunta in redazione:
Sono un bancario in quiescenza che negli anni 50-65, in un piccolo borgo del cuneese, ha vissuto personalmente la realtà di quelle aziende artigiane a carattere familiare dove i macchinari funzionavano mossi dall’energia dell’acqua. I piacevoli ricordi di quelle esperienze sono rimasti ben nitidi nella mente e ho quindi pensato di materializzarli, per quanto possibile con attrezzatura minimale, riproducendo i modelli di alcuni dei macchinari che ho visto lavorare e, in parte, ho anche utilizzato. Ovviamente non è facile per chi non ha vissuto quei tempi, con la sola visione dei modelli, immedesimarsi nella magica atmosfera, nei rumori e nelle immagini degli opifici dove prevalevano ingranaggi, cinghie ruote grandi e piccole. Dove abitavo io c’erano tutte e tre le realtà rappresentate (mulino, segheria, e officina) e lo stesso corso d’acqua faceva funzionare tre grandi ruote ognuna “motore” di macchinari diversi. Come si può’ immaginare, molta energia pulita e a costo quasi zero. Nel lavoro che ho realizzato, per la verità, c’è un’imprecisione: “l’imballatrice”, infatti, non veniva azionata dalla ruota ad acqua ma, unitamente alla “trebbiatrice”, veniva azionata da macchine a vapore o, più tardi, da trattori a testa calda. Siccome questo modello lo avevo già realizzato alcuni anni fa, ed aveva un bell’impatto visivo, l’ho comunque inserito. Riguardo a questi ultimi macchinari, utilizzati per la “trebbiatura del grano”, è ancora possibile trovare esemplari funzionanti nelle sagre di paese; anche su YouTube ci sono diversi filmati. Sulla ruota ad acqua e sugli opifici, purtroppo, non c’è invece quasi più niente. Tutto il marchingegno l’ho realizzato personalmente con attrezzatura e materiali minimali (seghetto da traforo – trapano elettrico e carta vetrata – vernice flatting per le parti a contatto con l’acqua – legno compensato – colla vinavil ecc.) e ovviamente con molta manualità. Il problema principale, non disponendo di disegni dai quali copiare i modelli ma facendo unicamente ricorso al ricordo delle immagini, è stato quello di rispettare le proporzioni delle varie parti costituenti i modelli stessi, e in alcuni casi ho dovuto rifare più volte lo stesso pezzo.















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